Pony e Légèreté

Non è la prima volta che mi sento chiedere quale sia il nesso tra il lavoro in Pony Games e la scelta della Légèreté: per la maggior parte di persone infatti si tratta di due attività completamente diverse e inconciliabili. 

Se da un lato nell'immaginario comune il Pony Games è tutto strattoni e sgambate, dall'altro la Légèreté ispira immagini di un'armonia eterea, lontana dalla praticità e dal risultato.

La realtà invece, per quanto mi riguarda (il che non significa che chiunque lavori in Pony Games sia automaticamente nella Légèreté), è completamente diversa.

Attraverso il lavoro con i bambini ciò che mi prefiggo di insegnare è  in primo luogo il rispetto del pony ma soprattutto "l'autonomia equestre" (ovvero l'aver appreso un metodo o una strategia di gara e l'essere capaci di attuarli) oltre che naturalmente l'onestà intellettuale.

Queste sono tutte cose che, identiche nella sostanza, ritrovo negli insegnamenti del metodo classico. 

Quindi ciò che per me accomuna le due dimensioni è innanzi tutto un atteggiamento attivo dell'allievo che deve, seguendo le indicazioni del maestro, divenire egli stesso l'artefice della sua equitazione e del suo successo il quale non deve dipendere nè dalle urla scomposte e al fondo incomprensibili dell'istruttore, nè dalla qualità intrinseca del suo cavallo o pony.

Nel Pony Games così come nella Légèretè, ciò che è di primaria importanza è il "sentire", inteso come attenzione a se stessi e agli altri; è la voglia di migliorarsi e di migliorare il proprio cavallo senza scaricare su altri la causa del proprio insuccesso, siano questi "altri" i compagni di squadra piuttosto che il proprio cavallo.    

                                                                                                                                                         

Filippo e Balù